La Scuola in Europa, viaggio fotografico nelle Scuole in Francia, Ungheria e Germania

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Conoscere come lavorano le altre Scuole,
aiuta a organizzare meglio il proprio lavoro scolastico.


 

Purtroppo la fotografia scolastica è scarsamente rappresentata.
Non esistono libri di fotografia scolastica.
Robert Doisneau è il quasi unico punto di riferimento per la Fotografia scolastica.
Ho trovato alcune sue foto su Internet e le propongo all vostra visione, perché sono veramente molto belle.

Foto di Robert Doisneau, 1956

 

Le immagini che presento in questo articolo e nella Galleria Foto Scolastiche, sono foto scattate molti anni fa,
sono un’istantanea della Scuola in Italia, Francia, Ungheria e Germania dopo la caduta del Muro di Berlino,
che avvenne nel novembre del 1989.
Sono anche un documento fotografico della Scuola all’inizio della Rivoluzione informatica.


 

1991
La mia avventura nella fotografia scolastica in Europa iniziò grazie al Preside Rosario Drago,
quando nell’aprile de 1991, mi propose di partecipare ad una visita con altri Insegnanti e Presidi,
alle Scuole di Grenoble in Francia.

Grenoble, Francia 1991, – In primo piano a sinistra il Preside Rosario Drago con un suo collega, sullo sfondo la delegazione degli insegnanti italiani.

Visitammo alcune:

  • Scuole primarie, che corrispondono alle nostre Scuole Elementari e Medie,
  • Scuole Secondarie, che corrispondono alle Scuole superiori italiane

Nel resto d’Europa la Scuola Elementare e Media fanno parte della Scuola Primaria,
credo che la separazione tra Scuola Elementare e Media, sia una anomalia italiana.

 

 

Grenoble, Francia 1991, Invito alla lettura rivolto agli studenti della Scuola Primaria.

 

Grenoble Francia 1991 – Invito alla lettura

Ospiti per alcuni giorni in casa dei colleghi francesi, così si realizzò una totale immersione nella realtà scolastica.
Di giorno visitavamo scuole, sia primarie che secondarie, mentre la sera potevamo parlare sempre di scuola,
ma in maniera più informale con i nostri ospiti, insegnanti francesi.

 

Francia – Licei professionali

 

Come insegnante di un Istituto professionale sono rimasto colpito,
per come i francesi chiamano i loro Istituti Professionali – Lycée Professionale – Licei Professionali.

Osservazioni personali sulla Scuola francese

  • I laboratori dei Licei professionali che ho visitato e cioè, il laboratorio del legno, meccanica e sartoria,
    erano più o meno attrezzati come i nostri. Anche gli esercizi erano più o meno i nostri.
  • In Francia, a differenza dell’Italia, il giudizio di fine anno scolastico era concordato con i genitori,
    che potevano decidere la promozione  o la bocciatura del figlio,
    salvo l’Esame di Diploma, dove il giudizio della Commissione d’esame era insindacabile.
  • L’attenzione della Scuola visitata per stimolare la lettura dei ragazzi.

 


1992
L’esperienza di visitare scuole di altre nazioni, migliorava il mio lavoro di insegnante.
Continuai da solo il mio viaggio fotografico nelle Scuole in Europa.


Nel mese di giugno, andai in Ungheria e pernottai nella prima Città oltre il confine,
il mattino presto, per trovare la Scuola segui i bambini con le cartelle,
che mi portarono davanti ad una Scuola, mi presentai al Dirigente scolastico.
La comunicazione fu molto difficile, la lingua ungherese è incomprensibile e l’inglese era poco conosciuto.
Con le mie foto scolastiche comunicai che ero insegnante, e a gesti che volevo fotografare la loro Scuola.
Ricordo che il Preside continuava a pronunciare una parola allora sconosciuta,
Warum (che in tedesco significa perché).
Di fronte alla mia incapacità di capire, segnò nell’aria un enorme punto interrogativo.
Finalmente avevo capito, ma come rispondere… Hobby fu la mia risposta.

Il Dirigente chiamò un alunno diede in Ungherese alcune disposizioni, io segui l’alunno,
se io indicavo una porta, l’alunno bussava spiegava qualcosa nella incomprensibile lingua ungherese,
dopodiché io potevo fotografare.

Ungheria – Il giovane studente sulla destra entrava in classe e spiegava… dopodiché potevo fotografare.

 

Osservazioni personali sulla Scuola Ungherese

Fui colpito dall’obbligo degli alunni di indossare ciabatte all’interno della scuola, per favorire uno sviluppo dei piedi libero dalla costrizione delle scarpe nell’età scolastica, che coincide con la crescita del corpo.
Gli alunni all’entrata depositavano le scarpe in apposite rastrelliere e indossavano le ciabatte, e il contrario all’uscita.

Ungheria – Gli studenti son obbligati ad indossare le ciabatte all’interno della Scuola. Chi dimentica le ciabatte, rimane scalzo.

 

  • Come in Francia, anche i laboratori dei Istituti professionali Ungheresi per la meccanica,
    erano più o meno attrezzati come i nostri. Anche gli esercizi erano più o meno i nostri.
  • I voti vanno da uno a cinque, il loro cinque corrisponde al nostro dieci.
  • Le aule erano riccamente decorate.
  • La Scuola secondaria dura quattro anni, gli Ungheresi finiscono le Scuole superiori a diciotto anni.

 

Ungheria – Matematica

 

Negli Esami di Diploma, gli studenti vestono in modo molto formale, i maschi indossano anche la cravatta a papillon.
i negozi della Città espongono cartelloni con le foto degli esaminandi.
I colleghi ungheresi mi hanno fattocapiren che la formalità dell’abbigliamento da Esame non era imposta dalla Scuola,
era un segno di rispetto degli studenti nei confronti dell’Esame di Diploma.

Ungheria – Gli esaminandi indossano il papillon, da notare il vassoio con alcune bibite a disposizione degli studenti.

 

Ungheria – Cartelloni con le foto degli esaminandi sono esposte nei negozi della Città

 

Fu un’esperienza esaltante.
Trovai accoglienza, simpatia e curiosità nei confronti dell’organizzazione della Scuola, dei nostri alunni…
confrontammo il sistema scolastico italiano con quello dell’Est Europa…
Fui ospitato nei convitti scolastici, invitato nelle che dei colleghi ungheresi.


 

Continuai il mio viaggio fotografico delle Scuole in Europa, andando a visitare le Scuole della Germania.
Decisi di visitare

  • Neustadt in Baviera, ex Germania Ovest. Neustadt è gemellata con Recoaro.
  • Schleiz in Turingia, ex Germania Est

L’accoglienza nelle Scuole tedesche fu ottima.
Con mia grande sorpresa constatai che non c’era differenza tra i due differenti sistemi scolastici tedeschi.

Germania – Esercitazioni manuali nella Scuola primaria tedesca

Osservazioni personali sulla scuola tedesca


 

A Neustadt in Baviera, ho visitato una Scuola Primaria, e con grande e soddisfatta meraviglia ho fotografato
gli studenti durante l’ora di attività manuali.
La Scuola Tedesca non distingue lavori maschili come l’uso degli utensili da lavoro, dalle attività femminili come il cucito. Tutta la classe, maschi e femmine imparavano a cucire, sviluppando la loro motricità fine, utile in altre attività.


In Italia la riforma delle Scuole Medie del 1979, eliminò il Latino, le Applicazioni Tecniche divennero Educazione Tecnica non più differenziata tra maschi e femmine. L’insegnamento dell’Educazione Tecnica era affidato a docenti laureati. Purtroppo, in Italia la parola Educazione Tecnica fu presa alla parola, sparirono i piccoli Laboratori per le Applicazioni Tecniche, la manualità è relegata all’iniziativa personale degli insegnanti e dalla buona volontà della Scuola Media di attrezzare un Laboratorio per le attività manuali.
Credo che la crisi di iscrizioni agli Istituti professionali, dipenda anche dal disinteresse della Scuola Italiana
nei confronti delle attività manuali.
In Italia, le attività manuali si fanno solo alla Scuola Materna. Vi assicuro che è vero!


Quando visitai le Scuole a Schletz in Turingia, ex Germania Est,
chiesi anche di conoscere come funziona il loro sostegno scolastico degli alunni con difficoltà.
In Germania esistono le Sonderschule, cioè Istituti speciali e separati dalle Scuole “normali”.
Il Preside chiamò un’alunna che poteva avere diciotto anni, e gli affidò l’incarico,  di accompagnarmi alla Sonderschule,
che era dall’altra parte della Città, affrontammo strade, semafori, traffico…
nel tragitto pensavo che mai un Preside italiano avrebbe affidato un’alunna ad un insegnante straniero
per attraversare una Città. Forse siamo noi, troppo protettivi nei confronti degli studenti, che sono deresponsabilizzati.

In Germania, gli studenti festeggiano la fine della Scuola con abbigliamento folcloristico.

Germania – Studenti tedeschi festeggiano la fina della Scuola

 

Fu un’esperienza esaltante.
Trovai accoglienza, simpatia e curiosità nei confronti dell’organizzazione della Scuola italiana, dei nostri alunni…
confrontammo il sistema occidentale con quello dell’Est Europa… confrontammo anche i nostri stipendi, le ore di lavoro, perlopiù molto simile alla nostra, i loro stipendi erano meno della metà dei nostri, ma adeguati al loro costo della vita del 1992.

Al giorno d’oggi, credo che non sia più possibile presentarsi ad una Scuola, chiedere di visitarla e fotografarla:
I moderni Smartphone possono fare sia foto che video, hanno rivoluzionato il mondo della fotografia,
ma hanno imposto delle giuste protezioni alla riservatezza della propria immagine, la cosiddetta privacy,
non permettendo più l’esperienza fotografica che ho potuto fare

 

Guarda la GALLERIA FOTO SCOLASTICHE

 

 

Nella Galleria Foto scolastiche potrai trovare le foto su

  • Robert Doisneau e altri pochi grandi autori che hanno fotografato il mondo scolastico, 1956.
  • Francia, scuola primaria e secondaria, 1991.
  • Ungheria, 1992.
  • Repubblica Ceca, 1992.
  • Neustadt in Baviera, ex Germania Ovest. Neustadt è gemellata con Recoaro, 1992.
  • Schleiz in Turingia, ex Germania Est, 1992.
  • Bassano del Grappa – Istituto Professionale per i Servizi Commerciali e Turistici  “Remondini”, 1991.

Al giorno d’oggi, credo che non sia più possibile presentarsi ad una Scuola, chiedere di visitarla e fotografarla:
I moderni Smartphone possono fare sia foto che video, hanno rivoluzionato il mondo della fotografia,
ma hanno imposto delle giuste protezioni alla riservatezza della propria immagine, la cosiddetta privacy,
non permettendo più l’esperienza fotografica che ho potuto fare


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